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AngoLibri · Italiano
Decameron
Giovanni Boccaccio
1353 · 900 pag.

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Decameron

di Giovanni Boccaccio
Anno1353
Pagine900
Lingua orig.Italiano
Lettura~25 ore
LicenzaPubblico dominio
Tempo di lettura stimato
A velocità media · 900 pagine
25h
circa

Sul libro

Il Decameron fu composto da Giovanni Boccaccio tra il 1349 e il 1353 circa, negli anni immediatamente successivi alla grande peste del 1348 che aveva ucciso tra un terzo e la metà della popolazione europea. L'opera è strutturata come una raccolta di cento novelle raccontate in dieci giorni da una brigata di dieci giovani: sette donne e tre uomini, che si sono ritirati in una villa fuori Firenze per sfuggire al contagio. Ogni giornata ha un re o una regina che propone un tema narrativo, con due eccezioni (il primo e il nono giorno, a tema libero); le novelle variano enormemente per registro, da quelle tragiche a quelle apertamente comiche e oscene. Boccaccio scrive in prosa volgare, e la sua lingua, elaborata, ritmica, costruita su una sintassi complessa che risente della sua formazione latina, è uno degli snodi fondamentali della prosa italiana, paragonabile a ciò che Petrarca è per la poesia lirica e Dante per la lingua letteraria nel suo complesso.

Tematiche e significato

Il Decameron non ha un'ideologia unitaria: è una macchina narrativa che produce effetti diversi a seconda della giornata e del narratore. La quinta giornata, dedicata agli amori fortunati dopo traversie, e la quarta, dedicata agli amori sfortunati, si leggono come due facce di una stessa meditazione sulla casualità della felicità erotica. Il tema ricorrente è l'ingegno come capacità di leggere le situazioni e di adattarsi ad esse: i personaggi che riescono sono quasi sempre quelli che capiscono prima degli altri che cosa sta accadendo davvero, e che agiscono di conseguenza. Questo ha portato alcuni critici a leggere il Decameron come un manuale di sopravvivenza sociale: l'intelligenza pratica come risposta al disordine del mondo —, ma la lettura è parziale perché omette le novelle in cui l'ingegno viene sconfitto da una fortuna cieca o da passioni che superano il calcolo razionale. La novella di Ghismonda (IV, 1), che difende il proprio amore davanti al padre con un discorso di lucidità filosofica impressionante e poi si uccide bevendo il veleno, non è il trionfo dell'ingegno: è il ritratto di qualcuno che ha ragione e che muore lo stesso.

Perché leggerlo oggi?

Il Decameron è stato scritto nell'ombra di una catastrofe epidemica, e la cornice narrativa, la brigata che si racconta storie per tenere a bada l'angoscia e per costruire un ordine simbolico di fronte al caos della morte, è stata riletta con una frequenza insolita negli anni delle epidemie recenti. Ma il testo non è interessante soltanto come documento della sensibilità post-pestilenziale: è interessante perché Boccaccio tratta il corpo e la sessualità con una franchezza che non ha nulla di voyeuristico e che la letteratura italiana avrebbe impiegato secoli a recuperare dopo la censura controriformista. Le novelle dell'ottava e della nona giornata, con i loro inganni, le loro rivalse e le loro farse, appartengono a una tradizione comica che non è mai scomparsa dalla letteratura italiana ma che il canone ufficiale ha spesso relegato in secondo piano rispetto alla linea lirica petrarchesca.

📚 Lo sapevi?

Boccaccio compose il Decameron negli anni seguenti alla grande peste del 1348, che uccise tra un terzo e la metà della popolazione europea.