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AngoLibri · Francese
I fiori del male
Charles Baudelaire
1857 · 200 pag.

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I fiori del male

di Charles Baudelaire
Anno1857
Pagine200
Lingua orig.Francese
GenerePoesia
Lettura~5 ore
LicenzaPubblico dominio
Tempo di lettura stimato
A velocità media · 200 pagine
5h
circa

Sul libro

I fiori del male di Charles Baudelaire furono pubblicati nel giugno del 1857 e valsero all'autore un processo per oltraggio alla morale pubblica: sei poesie furono condannate e ritirate dalla raccolta, condanna non rivista ufficialmente fino al 1949. La collezione, nella versione definitiva del 1861, comprende centoventsei componimenti organizzati in sei sezioni. Spleen e Ideale, Quadri parigini, Il vino, I fiori del male, Rivolta, La morte —, un'architettura che traccia un itinerario spirituale dalla tensione tra elevazione e depressione alle sole uscite che Baudelaire considera reali. Baudelaire era il critico d'arte più acuto della sua generazione: aveva "scoperto" Delacroix, sostenuto Manet, scritto il saggio fondamentale sulla modernità, e questa sensibilità visiva si traduce in poesia in un'attenzione al dettaglio sensoriale che non aveva precedenti nella lirica francese.

Tematiche e significato

Baudelaire è il primo poeta francese che fa della città moderna. Parigi sotto Haussmann, le sue prostitute, i suoi ciechi, le sue vecchie, un soggetto poetico a pieno titolo, senza idealizzazione né condiscendenza. La teoria delle Corrispondenze, per cui i sensi si rispondono a vicenda e la realtà materiale rimanda a una realtà spirituale nascosta, non è una metafisica ma lo strumento di una poetica: permette a Baudelaire di trattare la realtà urbana più triviale come materia di rivelazione. Lo Spleen è il concetto chiave del volume: non la malinconia romantica di chi soffre per amori perduti, ma qualcosa di più fisiologico e meno nobile, un appiattimento che né la bellezza né l'amore riescono a dissolvere durevolmente. La tensione tra Spleen e Ideale è la struttura emotiva di base di tutto il volume.

Perché leggerlo oggi?

I fiori del male costituiscono il punto di partenza riconosciuto del simbolismo e di quasi tutta la poesia moderna del Novecento. Leggerli oggi significa misurare fino a che punto la modernità poetica sia baudeleriana nei propri presupposti: che la bellezza possa risiedere nel brutto o nel degradato, che la soggettività dell'artista sia un prisma legittimo per trattare la realtà collettiva, e che una poesia possa essere simultaneamente una forma musicale rigorosa e un atto di pensiero filosofico. Chi legge Baudelaire in italiano, nelle traduzioni di Raboni o di Bufalino, accede a un testo la cui forza non dipende dalla comprensione del francese: la densità dei sensi, la precisione delle immagini, attraversano la traduzione meglio di quanto ci si aspetti.

📚 Lo sapevi?

Carroll raccontò la storia di Alice per la prima volta oralmente durante una gita in barca sul Tamigi il 4 luglio 1862.