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AngoLibri · Italiano
I Promessi Sposi
Alessandro Manzoni
1827 · 720 pag.

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I Promessi Sposi

di Alessandro Manzoni
Anno1827
Pagine720
Lingua orig.Italiano
Lettura~20 ore
LicenzaPubblico dominio
Tempo di lettura stimato
A velocità media · 720 pagine
20h
circa

Sul libro

I Promessi Sposi fu pubblicato da Alessandro Manzoni in tre versioni successive: una prima stesura tra il 1821 e il 1823, la prima edizione a stampa nel 1827, e la versione definitiva del 1840-1842, quella comunemente letta, in cui Manzoni aveva uniformato la lingua al fiorentino parlato colto, dopo aver trascorso del tempo a Firenze. La scelta della lingua è uno degli aspetti più discussi della storia letteraria italiana: Manzoni riteneva che l'italiano non avesse ancora una lingua nazionale unitaria e che il fiorentino colto costituisse il modello più coerente. Il romanzo è ambientato nella Lombardia spagnola del 1628-1630 e segue le vicende di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due giovani fidanzati di un piccolo villaggio del Lecchese che il signorotto locale don Rodrigo impedisce di sposare. Attorno a questo nucleo narrativo Manzoni costruisce un affresco della società secentesca che include la peste del 1630, le guerre di successione del Monferrato, le sommosse annonarie di Milano e una galleria di personaggi che appartengono agli strati più diversi della gerarchia sociale.

Tematiche e significato

Il romanzo è costruito attorno alla questione del potere e della sua arbitrarietà. Don Rodrigo rappresenta il potere locale fondato sul privilegio di nascita e sull'intimidazione; l'Innominato, che Manzoni trasforma in personaggio morale centrale attraverso la conversione, è il potere criminale organizzato che si regge sul terrore sistematico. Fra Cristoforo è la figura dell'istituzione religiosa che può opporre una resistenza individuale all'abuso ma che non dispone degli strumenti per smontarlo strutturalmente. La vera protagonista, secondo molti lettori, non è Lucia ma la storia stessa come forza che supera i personaggi: la peste non punisce i malvagi e non risparmia i giusti, distribuisce la morte con una logica che sfugge completamente alle categorie morali dei sopravvissuti. Manzoni è un cattolico convinto, ma la sua narrazione della Provvidenza non è consolatoria nel senso ingenuo: la sofferenza non viene giustificata, viene attraversata. Il cardinal Borromeo, figura storica reale, è il modello di un'autorità che esercita il potere come servizio, non come privilegio, e la sua presenza nel romanzo funziona come termine di paragone rispetto a tutto ciò che lo circonda.

Perché leggerlo oggi?

I Promessi Sposi sono stati a lungo associati all'obbligo scolastico, il che ha prodotto una lettura forzatamente edificante che ne ha attutito le asperità. Riletto da adulti, il romanzo mostra una durezza nei confronti dei meccanismi sociali dell'oppressione che difficilmente si confonde con la letteratura consolatoria. La sequenza degli azzeccagarbugli che tergiversa e trova pretesti per non difendere chi non può pagarlo è un ritratto dell'opportunismo professionale che non ha bisogno di aggiornamenti. Il racconto della peste, scritto con un uso sistematico delle fonti storiche del tempo, è stato riletto con attenzione durante le epidemie del ventunesimo secolo: Manzoni descrive la progressione dell'epidemia, la resistenza collettiva all'evidenza, la ricerca dei capri espiatori, con una precisione sociologica che precede di due secoli il vocabolario moderno della gestione della crisi sanitaria.

📚 Lo sapevi?

Manzoni si recò a Firenze per 'sciacquare i panni in Arno', ovvero per uniformare la lingua del romanzo al fiorentino parlato colto.