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Le avventure di Huckleberry Finn fu pubblicata nel 1885 da Mark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens) ed è descritta da Hemingway come l'origine di tutta la letteratura americana moderna. Huck Finn, figlio di un padre alcolizzato, fugge e scende il Mississippi su una zattera insieme a Jim, schiavo nero in fuga. Il romanzo si svolge negli stati schiavisti del Sud prima della Guerra di Secessione e segue le avventure dei due fuggitivi, interrotte da truffe, conflitti familiari e tentativi di catturare Jim. Il romanzo è anche oggetto di controversie persistenti negli Stati Uniti per l'uso del termine razziale con cui Twain designa Jim e altri personaggi neri, una parola ripetuta centinaia di volte nel testo —, controversia che ha portato a censure scolastiche e a edizioni "sanitizzate" che modificano il testo originale.
Ciò che distingue Huckleberry Finn come testo morale è il modo in cui Twain costruisce la presa di coscienza di Huck. Huck è stato cresciuto con i pregiudizi razziali del suo ambiente: crede sinceramente che nascondere Jim sia un peccato, che stia rubando la "proprietà" di qualcuno e che andrà all'inferno per questo. Ma la sua relazione personale con Jim. Jim che lo protegge, che lo vuole bene, che è un essere umano completo davanti ai suoi occhi, contraddice progressivamente le categorie astratte che la società gli ha trasmesso. La decisione di Huck di "andare all'inferno" piuttosto che tradire Jim non è razionale: è l'esperienza diretta che inverte la morale appresa. Twain usa il linguaggio della disumanizzazione razziale per descrivere il meccanismo con cui quella disumanizzazione viene smontata dall'interno.
La controversia sul linguaggio di Huckleberry Finn, ovvero se il termine razziale debba essere rimosso dalle edizioni scolastiche, illustra una tensione reale: il romanzo usa il linguaggio della disumanizzazione razziale per denunciarne gli effetti, e questa scelta può produrre danni reali su lettori che incontrano quel termine senza il contesto necessario. Non esiste una risposta semplice a questa tensione, e il fatto che il testo continui a generarla è parte del suo significato: Huckleberry Finn non permette al lettore di stare a distanza di sicurezza dalla storia che racconta, e questa scomodità è precisamente ciò che Twain aveva costruito.
Primo Levi scrisse Se questo è un uomo tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947. La prima edizione fu quasi ignorata: il successo arrivò nel 1958.