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Grandi speranze fu pubblicato a puntate settimanali tra il 1860 e il 1861 ed è considerato generalmente il romanzo più ben costruito di Charles Dickens. Pip, bambino povero cresciuto dalla sorella nei pantani del Kent, incontra due figure che segneranno la sua vita: il carcerato Magwitch, che aiuta a fuggire, e la signorina Havisham, eccentrica e ricca che si è fermata nel tempo dal giorno del suo matrimonio mancato, circondata da una torta nuziale ammuffita e dagli orologi fermi. Pip apprende più tardi di avere una rendita misteriosa che gli permetterà di diventare un gentiluomo, e crede erroneamente che la benefattrice sia la signorina Havisham. Dickens aveva scritto un finale in cui Pip ed Estella non si ritrovano, ma fu convinto dall'amico Bulwer-Lytton a cambiarlo: entrambe le versioni sono sopravvissute.
Grandi speranze è una critica precisa della mobilità sociale così come funzionava nell'Inghilterra vittoriana. Pip trascorre anni vergognandosi delle proprie origini: del fabbro Joe, della sua casa, del proprio accento, per scoprire che il suo denaro proviene da un criminale deportato in Australia, che la signorina Havisham non è la sua benefattrice, e che Estella è stata formata deliberatamente per essere incapace di amare. La rivelazione dell'origine della sua fortuna è il perno del romanzo: tutto ciò che Pip credeva di aver meritato per il proprio sforzo di auto-miglioramento gli viene attribuito dalla violenza e dal caso. La lezione non è moralistica. Dickens non punisce Pip per l'ambizione, ma strutturale: il sistema che promette promozione sociale individuale produce in realtà dipendenze e distorsioni che nessuna buona volontà personale può superare.
Grandi speranze è il romanzo vittoriano che più direttamente anticipa il dibattito contemporaneo sulla meritocraciacome narrazione ideologica. Pip si comporta esattamente come un sistema meritocratico chiede: si istruisce, adotta il registro linguistico della classe superiore, frequenta le persone giuste, si vergogna di chi lo ha cresciuto. Il risultato non è l'ascesa ma la scoperta che le fondamenta dell'ascesa erano marcite dall'inizio. La figura di Joe, il fabbro che rimane fedele a se stesso senza aspirazioni di classe, non è presentata come modello ma come alternativa dignitosa che Pip ha scartato: il romanzo non idealizza la rassegnazione, ma mostra cosa si perde nel perseguire una promessa che il sistema non intende mantenere.
Italo Svevo rimase oscuro per decenni finché James Joyce, suo amico e insegnante d'inglese a Trieste, non ne promosse il lavoro in Europa.