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AngoLibri · Francese
Il rosso e il nero
Stendhal
1830 · 508 pag.

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Il rosso e il nero

di Stendhal
Anno1830
Pagine508
Lingua orig.Francese
Lettura~14 ore
LicenzaPubblico dominio
Tempo di lettura stimato
A velocità media · 508 pagine
14h
circa

Sul libro

Il rosso e il nero di Stendhal fu pubblicato nel novembre del 1830, pochi mesi dopo la Rivoluzione di Luglio che aveva rovesciato Carlo X. Il sottotitolo, "Cronaca del XIX secolo", indica l'ambizione del testo come documento sociologico oltre che romanzo. Stendhal si era ispirato a un fatto di cronaca: il processo ad Antoine Berthet, figlio di un fabbro diventato precettore in una famiglia borghese e poi seminarista, che aveva sparato alla propria amante in una chiesa. Julien Sorel riprende questa traiettoria sociale conferendole una psicologia che il personaggio reale non aveva: un giovane di intelligenza superiore che simula continuamente le opinioni che si aspettano da lui, nascondendo sotto l'ipocresia una sensibilità che si proibisce di esprimere.

Tematiche e significato

Stendhal introduce nel romanzo la tecnica che chiama "caccia alla felicità": un'analisi clinica degli stati interiori del personaggio che anticipa il monologo interiore modernista. Ciò che Julien sente e ciò che crede di sentire non coincidono mai del tutto: calcola dove agisce per impulso, si crede insensibile dove è vulnerabile. Questa distanza permanente tra l'autoanalisi e la verità interiore è il centro psicologico del romanzo. Il processo, che sospende la necessità del calcolo e costringe Julien alla sincerità: rivela che i due amori della sua vita, Madame de Rênal e Mathilde de la Mole, avevano nature opposte e complementari: la prima era emozione autentica, la seconda era ambizione mascherata da passione. La guillotina che conclude il romanzo non è una punizione morale: è il sistema sociale che elimina chi non rispetta le categorie in cui è nato.

Perché leggerlo oggi?

Il rosso e il nero è il primo grande romanzo della mobilità sociale come esperienza psicologica, il primo che tratta sistematicamente la questione di chi è nato in una classe e vuole raggiungerne un'altra come problema di identità, non soltanto di ambizione. La doppiezza di Julien, che recita la parte dell'inferiore remissivo mentre cova un orgoglio ferito, è la struttura psicologica che produce sia i rivoluzionari sia gli opportunisti, e Stendhal la descrive senza condannare né giustificare. Chi legge il romanzo nel ventunesimo secolo, in un'epoca in cui la mobilità sociale è di nuovo al centro del dibattito politico, trova in Stendhal un'analisi dei suoi meccanismi interni che nessuna sociologia ha reso superflua.

📚 Lo sapevi?

Manzoni si recò a Firenze per 'sciacquare i panni in Arno', ovvero per uniformare la lingua del romanzo al fiorentino parlato colto.