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AngoLibri · Italiano
La coscienza di Zeno
Italo Svevo
1923 · 496 pag.

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La coscienza di Zeno

di Italo Svevo
Anno1923
Pagine496
Lingua orig.Italiano
GenereRomanzo
Lettura~13 ore
LicenzaPubblico dominio
Tempo di lettura stimato
A velocità media · 496 pagine
13h
circa

Sul libro

La coscienza di Zeno fu pubblicato da Italo Svevo (pseudonimo di Aron Ettore Schmitz, commerciante triestino di origine ebraica e tedesca) nel 1923, quando l'autore aveva sessantuno anni. Svevo aveva già scritto Una vita (1892) e Senilità (1898), entrambi accolti con indifferenza, e aveva quasi abbandonato la narrativa quando l'amicizia con James Joyce, che a Trieste insegnava inglese, lo spinse a tornare alla scrittura. La coscienza di Zeno è costruito come un'autobiografia fittizia: Zeno Cosini, commerciante triestino, scrive su suggerimento del proprio psicanalista il racconto della propria vita per affrontare l'analisi. Il medico pubblica poi le memorie per vendicarsi del paziente che ha abbandonato la cura, e questa cornice narrativa mette fin dall'inizio in dubbio l'affidabilità del narratore: le memorie di un uomo in analisi, filtrate da meccanismi di rimozione e razionalizzazione, non possono essere prese alla lettera.

Tematiche e significato

Il titolo italiano ha una doppia valenza: "coscienza" significa sia consapevolezza che coscienza morale, e il romanzo gioca continuamente su questo doppio registro. Zeno è consapevole di se stesso in un senso molto preciso: riconosce le proprie contraddizioni, mente sapendo di mentire, si autoanalizza con una lucidità quasi clinica, ma questa consapevolezza non lo rende migliore né più felice: è la consapevolezza dell'inetto, di qualcuno che vede chiaramente il proprio fallimento senza avere la volontà di modificarlo. Il capitolo sulla sigaretta è diventato un caso emblematico nella letteratura sulla dipendenza: Zeno fuma da sempre e si convince ogni giorno che quella sarà l'ultima sigaretta, arrivando a fumare di più perché ogni sigaretta deve essere "l'ultima". Questo meccanismo di autodissoluzione della volontà è descritto con una comicità che non riduce la profondità psicologica dell'analisi. Il matrimonio con Augusta, donna sana e ordinaria che Zeno avrebbe dovuto non sposare ma che diventa il centro di stabilità della sua vita, è un paradosso che il romanzo lascia volutamente irrisolto: la felicità borghese non è psicologicamente interessante, ma è reale.

Perché leggerlo oggi?

La coscienza di Zeno è il romanzo italiano che più direttamente ha incorporato il pensiero freudiano non come schema esterno ma come principio costruttivo. L'ironia di Svevo non è decorativa: è la forma stessa con cui il testo riconosce che il narratore non può essere attendibile, che ogni racconto di sé è anche una costruzione di sé, e che la psicoanalisi non produce guarigione ma produce storie. Il finale del romanzo, in cui Zeno profetizza che la malattia dell'uomo è constitutiva e che si concluderà soltanto con un'esplosione che annullerà il pianeta, è stato letto come nichilismo e come ironia e come preveggenza storica: Svevo scriveva nel 1923, aveva visto una guerra mondiale e ne avrebbe vista un'altra. La domanda su cosa significhi guarire: se dalla malattia nevrotica si può guarire restando vivi nel senso pieno della parola, è quella che il romanzo pone senza rispondervi, e questa sospensione è parte integrante del suo significato.

📚 Lo sapevi?

Tomasi di Lampedusa fu rifiutato da Einaudi e Mondadori prima che Il Gattopardo venisse pubblicato postumo nel 1958.